19 maggio 2017


 Trattative Ccnl vigilanza privata: assemblea plenaria a Roma 

Proseguono i lavori per un contratto di filiera leader del settore

Le Parti Sociali della vigilanza privata, riunite in formazione plenaria, si sono incontrate questa mattina a Roma per mettere un punto sul lavoro svolto fino ad oggi, principalmente sul tema della sfera applicativa, e proseguire con l’analisi degli altri aspetti, non meno importanti, del contratto in corso di rinnovo.

Sul discorso “rappresentanza e rappresentatività”, fermo restando il riconoscimento condiviso, da parte di tutto il tavolo, della valenza ufficiale degli accordi interconfederali sottoscritti da Cgil Cisl e Uil con le tre Confederazioni di appartenenza delle Associazioni datoriali, si è ravvisata la necessità di uno sforzo congiunto per far sì che il Ccnl oggetto di trattativa sia riconosciuto, in via ufficiale e definitiva, come contratto leader del settore, rappresentando così lo strumento regolatore di riferimento del comparto, con la conseguente necessaria autorevolezza anche agli occhi di istituzioni, autorità, committenze pubbliche e private, ecc.

E’ stata ribadita poi l’opportunità di un profondo riordino del sistema della bilateralità, un capitolo importante del contratto fermo ormai da decenni: esigenza già condivisa a livello di principio, e ora da realizzare concretamente, mutuando anche da altri settori le esperienze positive ad oggi esistenti.

Per Luigi Gabriele, Presidente di Univ e FederSicurezza, è necessario distinguere problemi di “metodo” e di “merito”: “al netto delle affermazioni - e ripetizioni - di principio, forse sarebbe il caso di procedere con maggiore concretezza. Se siamo davvero tutti d’accordo sulla filiera della sicurezza, il contratto deve essere nuovo, e bisogna ripartire dai principi fondanti dello stesso: ribadisco la posizione nostra e della nostra Confederazione, disposta a ricomprendere sotto l’”ombrello” della sicurezza tutti gli operatori della stessa, espungendo una volta per tutte, ad esempio, il tanto abusato - ed improprio - termine “portiere” e disciplinando adeguatamente, nel rispetto delle singole competenze e peculiarità, la rinnovata categoria degli operatori di sicurezza.

Mi sembra che tutto questo però ancora non sia stato realmente chiarito, e questa situazione di incertezza non ci permette di proseguire, né tantomeno di affrontare nodi successivi, quale quello richiamato della bilateralità.

E’ fondamentale chiarire chi fa parte realmente di questa filiera: la platea di operatori ricompresa nel Dm 269/2010? Siamo prontissimi a discuterne, purché si faccia. Riconosco la sintonia di vedute sulla necessità di cambiare il nostro sistema di autoregolamentazione ma non riconosco i “proclamati” progressi fatti e i dubbi risolti: la realtà è che stiamo procedendo ancora confusamente e a rilento. Prima si fa questo contratto leader, e maggiore è il suo peso specifico - in termini di soggetti rappresentati -, prima e più efficacemente saremo in grado di arenare le insorgenti proliferazioni contrattuali e le dislessie comportamentali che riguardano indiscriminatamente istituzioni, autorità e committenze…

Definiamo prima di tutto questo, perché è da questo che poi discenderà anche la tipologia di classificazione che sceglieremo di adottare”.

Prossimo appuntamento mercoledì 14 giugno. Vi terremo come sempre aggiornati.

 

A.G.