16 maggio 2022


 Strade Sicure: il punto del Presidente Gabriele  

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Le parole del Presidente di ConFederSicurezza a proposito dello smantellamento dell'operazione "Strade Sicure".
Si discute del rischio che venga richiamato, a copertura dei posti lasciati vacanti dai militari, il personale delle forze dell'ordine, lasciando inevitabilmente sguarniti organici già carenti. E nessuno sembra ricordarsi delle guardie giurate...


Non abbiamo mai provato entusiasmo per l'impiego di Militari nell'operazione Strade Sicure.

In primo luogo per il rispetto, a nostro modo di vedere, dovuto all'istituzione militare e alle risorse umane che in tale ambito svolgono la loro attività, oggi, ricordiamolo, a base volontaria...

In secondo luogo perché, non si gridi allo scandalo puritano, la funzione militare, l'uniforme militare, le dotazioni d'arma militare, l'impiego naturale del militare non è da "tempo di pace"...

A meno che una piazza non sia il confine dello Stato (non diciamo patria per non scandalizzare...), una sede ministeriale non sia confine, una stazione non sia frontiera, una rappresentanza diplomatica non sia non saprei cosa altro...

Tutto il citato rappresenta tuttavia obiettivo sensibile.

Del resto, nella nuova Italia, in cui la Guardia di Finanza ha i reparti di pronto impiego per l'ordine pubblico (!?), i militari dell'Arma spengono gli incendi nei boschi (abbiamo forse pochi carabinieri in mimetica verde e troppi boschi??), perché l'Esercito non deve supportare Polizia Municipale, Polizia Locale, Polizia Provinciale, eccetera eccetera...?

Ed inoltre perché, al contrario, i Marò del San Marco non difendono più il naviglio mercantile nazionale, sostituiti da Guardie particolari giurate con speciale formazione ed addestramento, mentre le Guardie Giurate, per astrali motivi, non difendono più l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, nelle sue molte sedi, e vengono sostituite da Finanzieri appositamente selezionati e dirottati a tale nuova funzione?

E perché importanti enti pubblici o equiparabili, hanno in contemporanea Guardie Giurate ( o "Servizi Fiduciari"  ) e Forze Armate?
 
Grande è la confusione sotto l'azzurro cielo d'Italia e grande è il disordine che governa i criteri regolatori della spesa pubblica.
E' questa è cosa nota.

Adesso che, pur stoicamente negandolo, siamo in una strana guerra parallela con il nemico dell'Ucraina (chi fornisce anche indirettamente - ma non troppo - armi ad un belligerante diventa cobelligerante con lo stesso, ma, nel caso di specie, solo per godere delle perdite derivanti pur anche da una vittoria (?) militare), scopriamo che le risorse impiegabili, disgraziatamente impiegabili, sono, per una aliquota eccessiva, distratte dall'operazione Strade Sicure.

E sì, ora scopriamo che tra diretti ed indiretti, abbiamo distolto fin qui dai compiti "naturali", direttamente 7800 unità e, indirettamente, circa 22000 unità...su un totale, ma non tutto di pronto impego, di più o meno 97000...

I conti non tornano, quindi in caserma i militari (occhio alla recente riunione Nato di Ramstein) e di nuovo in strada gli agenti di Polizia, che fino ad ieri sera non coprivano il fabbisogno! 

E le Guardie particolari Giurate, il mercato d'impiego delle quali soffre la dissennata politica del ribasso a tutti i costi, pur in ancor possibile richiesta di utilizzo, possono sperare di essere oggetto dell'attenzione di qualcuno che "conta" non solo nei mesi che passano da qui alla fine della legislatura?

O forse la sola attenzione della quale possono essere oggetto è quelle disinteressata del Ministero della Difesa che vuole la promulgazione di un DM che sancisca che un giovane dai 18 ai 25, se non trentacinque anni, pur idoneo, e titolato, debba aspettare che sia scorsa ad esaurimento la graduatoria di altrettanti non fortunati ancorché abbastanza giovani espulsi per errori di programmazione dall'amministrazione militare (leggi dello Stato) per essere assunti dalle Imprese di Vigilanza private?

Curioso poi il fatto che, nel contempo, il Ministero dell'Interno rinnovi il Protocollo "Mille occhi sulla città", pedissequamente ripreso dalle 102 Prefetture (eliminande, ricordate?) operanti nelle Province (eliminate, no?) d'Italia, il Grande Paese...

Strabiliante che non si possa fare sinergia e così rispiegare sul territorio, con valorizzazione di competenze, energie e risorse private oggi più che qualificate per cucire i buchi della rete della sorveglianza, anzi del controllo del territorio, con buoni risultati anche in difesa dell'occupazione, del valore retributivo dei sevizi prestati, del contenuto sociale di tale impiego in favore del cittadino utente e...contribuente.

Vogliamo di tutto questo parlare con cognizione e di causa, non per "fare un tavolo", ma per costruire un percorso condiviso, serio, sinergico, strategico, produttivo di effetti multipli positivi?

Noi ci siamo e siamo già in movimento.

Aspettiamo tutti gli aventi diritto e anche gli aventi...causa.


A presto,

Luigi Gabriele